Tossicomane al mare (un buco nell’acqua)

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Racconto estivo tratto da "L'anagramma di derma"

Racconto estivo tratto da “L’anagramma di derma”

In fondo se a qualcuno manca l’acqua non sempre è nostalgia, spesso è anche sete, e sete è sicuramente minore di oto alla somma dei fatti, cioè l’operazione finale dell’elenco dei drogati, cosa (o coca) certamente stupefacente.

E infatti ci accorgiamo dell’importanza dell’acqua quando non c’è, proprio come un paracadutista quando si accorge che non ha il paracadute e gli crolla il mondo addosso, o è lui che crolla addosso al mondo, per dirla terra terra, e la cosa lo urta molto, da morire direi, e in quegli attimi il tempo vola, ma mai come lui, soprattutto quando si rende conto che la situazione sta precipitando, ma mai come lui, e il suo morale va giù, ma mai come lui.

Allora gli passa davanti agli occhi tutta la vita, mentre i fianchi fanno già più fatica. Ed è normale, come è normale che Paperino abbia un quiproquo, ma da quando in qua?

Tant’è che il paracadutista piombò in mare e si salvò, quindi come tentativo di suicidio fu un buco nell’acqua e così con questo buco nell’acqua ritorniamo alla somma dei fatti di prima: di nuovo stupefacente! Come se uno spacciatore non vendesse più e avesse un crack negli affari (affare fatto!) e la sua ragazza indossasse, invece del reggiseno, un pusher e se lo sfilasse quando è in barca con il suo uomo nel momento esatto in cui arriva il paracadutista:

 

Ragazza:- Certo che ‘sti guardoni se le studiano tutte!-

Spacciatore:- Sì, hai proprio ragione, Maria Giovanna!-

Quando il poveretto riemerse l’uomo gli disse:

 

S:- Ci ha spaventato, pensavamo che fosse spacciato!-

Paracadutista:- Io invece pensavo che lei fosse spacciatore!-

 

Poi vide la ragazza senza top (infatti era seduta  a poppa) e la fissò come se fosse in ecstasy e disse:

 

P:- Senti te, te copriti il seno sennò esco di senno!-

R:- Ma mme ll’ha chiesto il mio ragazzo!-

S:- Si se….nti questa!-

P:- Ma non fa male prendere il sole lì?-

R:- No, ci metto la crema protezione 200, che il sole si mette gli occhiali da se stesso per il riflesso!-

P:- Ah, la crema ci metti, io pensavo che ci mettevi il latte, data la zona!-

S:- Senta perché non sale in barca, invece di dire cose che non stanno né in cielo né in terra?-

P:- Be’ anch’io poco fa……..ok salgo…però…mai vista una barca a motore con il cambio!-

S:- Eh, gliel’ho fatto montare io, ci ha anche la retromarcia con l’innesto a siringa!-

P:- Strano, eh? Chi l’avrebbe mai detto? Ciò sposta l’ago della bilancia in suo favore, e non solo quello della bilancia!-

R:- Però lei è divertente…fino a poco fa ci annoiavamo…la manda proprio il cielo!-

P:- A chi lo dice! Anzi vi ringrazio per avermi salvato dalle acque e vorrei invitarvi a pranzo!-

S:- Grazie, magari ci facciamo due bucatini!-

P:- Deformazione professionale, eh?-

R:- Su, non sia così acido!-

 

Il paracadutista fissò di nuovo le tette della ragazza, che più che a balconcino erano a superattico:

 

P:- Certo che lei parte sicuramente sempre in quarta, vero?-

R:- Be’, modestamente cerco di essere sempre al top!-

P:- A me sembra più che altro senza top, comunque….-

 

Lo spacciatore lo stava guardando storto e così lui si giustificò dicendo che per lui le donne erano una droga, gli facevano venire un colpo al cuore, infatti soffriva di vagina pectoris. Giunti a riva, cioè arivati, il droghiere ricevette una chiamata sul suo cellulare (che lui preferiva chiamare telefonino perché “cellulare” gli ricordava troppo la Polizia) e dovette scappare lasciandoli soli, o meglio accannandoli. Allora si guardarono intorno e vedendo che non c’era nessuno la ragazza dello spacciatore si calò gli slip e il paracaduto iniziò a cantare – Il triangolo no, non l’avevo consideratooo!-.

Fu allora che per la prima volta quel giorno almeno una sua parte del corpo aumentò di quota, anche perché per dominare quella ragazza ci voleva manico. E così spogliati non dissero una parola. Nudismo e mutismo. E appunto in quel caso non contavano le parole, ma i fatti. C’entravano sì le labbra, ma non proprio le prime che vengono in mente, queste vengono e basta semmai. Così la sabbia diventò l’arena del loro combattimento amoroso, ed era bagnata anche lontano dal bagnasciuga. D’altronde al mare non è raro essere di facili costumi. In conclusione il parà aveva avuto un gran bel culo quel giorno, anzi due bei culi, e la donna da allora disse di essere la sua ragazza, o meglio  si spacciò per essa.

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