STAND UP POLITICIANS

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Stand up Politicians!

 

  • Ciao, dove sei stato ieri sera?
  • Sono andato a vedere uno spettacolo di un genere nuovo, gli stand up politicians. Li conosci?
  • Sì, certo, forti! Chi ha cominciato?
  • È entrato uno con una felpa di Pisa e ha detto a bruciapelo “Stop invasione!”
  • Ahahah! Ho capito! Quello che poi racconta quella storiella di uscire dall’euro e tornare alla lira, così ne stampiamo quante vogliamo! Da piegarsi in due dalle risate!
  • Si! Non ti dico quando è uscito un attimo e poi è rientrato con la felpa di Livorno! Poi l’altro tormentone suo è “prima gli italiani!”, e mentre lo dice sullo sfondo gli proiettano una sua foto con la maglia “Padania is not Italy”!
  • Buahahah! In inglese! Ma come gli vengono!
  • Dopo è entrato uno che si chiama come lui, però è del filone toscano.
  • Ma chi, quello della barzelletta in cui frega un suo amico, che finisce con “Enrico stai sereno”?
  • La conosci? Oh, è venuto giù il locale! Il bello è che ha continuato con il pezzo “Se perdo il referendum lascio la politica”! Là pure lui a un certo punto si è dovuto fermare perchè gli scappava da ridere! Il pubblico con le lacrime!
  • Quella degli 80 euro l’ha fatta?
  • Sì, poi è entrata quella ragazza bionda che spesso gli fa da spalla, che gli parlava dell’impiccio della banca Etruria e lui che faceva finta di non sentire! Troppo divertente!
  • Quando sono andato io c’era pure quel ragazzo napoletano che era più sul demenziale, con lo sketch sui congiuntivi sbagliati che era una chicca!
  • Ho capito, quello che faceva finta di essere continuamente interrotto dalle telefonate di un certo Beppe che gli imponeva cosa fare e lui rispondeva “Sì, sì, mo me lo segno proprio” tipo Troisi in “Non ci resta che piangere”! Da convulsioni!
  • Poi lui di solito lascia il posto a una comica sua amica, quella che fa la scenetta in cui si ritrova sindaca di Roma da un giorno all’altro e non sa che fare.
  • Sì, c’era anche lei! Non ti dico quando c’è quel passaggio del collaboratore della precedente giunta che lei richiama, mette il fratello a capo del Dipartimento Turismo del Campidoglio, poi indagano lui per corruzione! Da mal di pancia!
  • Oddio le lacrime! Ma perché, quello anziano che si chiama Monty, mi pare, che si atteggia a grande economista, che lui può salvare il Paese, eccetera eccetera, e poi qual è la sua soluzione? Alzare le tasse! Un genio!
  • Aspetta, perché quello milanese che si presenta con il trucco da rifatto e abbronzato, come se fosse un ottantenne che vuole sembrare trentenne? Fa lo sketch con la spalla vestita da magistrato, e a ogni condanna lui risponde che è una sentenza politica e dice “Toghe Rosse”! “Sentenza ad personam!” “Giustizia a orologeria!” Ahahahah! E poi tira fuori un foglio e dice che è il patto con gli italiani! Uhuhuhuh!
  • Bello! E invece quelli che fanno gli amiconi, che vogliono riunire la sinistra, e invece alla fine di ogni sketch uno di loro fonda un partito nuovo? Da sganasciarsi!
  • Ho apprezzato anche quello che di solito conclude lo show, uno grosso e grasso che somiglia un po’ ad Alan de “Una notte da leoni”: insomma, arriva parlando di dio, di Gesù, della famiglia tradizionale, della teoria del gender…
  • Il Gender! Mannaggia, oh…sto piangendo dalle risate!
  • E mentre parla gli passano dietro le immagini del suo matrimonio a Las Vegas! Ahahahah…
  • Forte, dai! Certo che da noi in Italia non ci si annoia mai!
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