N’attività

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Notte di circa 2.000 anni fa, Palestina. Un uomo e una donna, lei a dorso di cammello, si dirigono verso il paese natale del capofamiglia (cioè il marito, in teoria).

Lei: Ma era proprio necessario partire oggi? Ti ricordo che sono al nono mese.
Lui: Senti, non è colpa mia se ci hanno obbligato a tornare al paese di origine fissando il censimento in questo periodo. Che è pure alta stagione e chissà come troveremo un alloggio.
Lei: Ma non ci pensano prima a queste cose?
Lui: Macché, non lo sai che a Roma non capiscono un cazzo? Spero solo che stasera riusciamo a trovare una sistemazione, non vorrei perdermi “Una poltrona per due” su Galilea 1.
Lei: Ah, ecco, io sto per partorire ma il problema è il film della vigilia che avrai visto trenta volte. Tra l’altro è anche una festa importata che non appartiene alla nostra cultura. E i romani stanno negli alberghi e noi per strada.
Lui: Sì, va be’…piuttosto, se al paese qualcuno ti fa delle domande, evita la storia che sei vergine, eccetera, eccetera. Ufficialmente è tutto regolare. La faccenda dell’acquaiolo rimanga fra me e te.
Lei: Sì ma non fare la vittima. O ti devo ricordare che non mi hai fatto lapidare come adultera solo perché sei omosessuale e avrebbero giustiziato anche te?
Lui: No, ma dillo a voce più alta, che ancora non ci ha sentito nessuno. Basta discorsi. Cerchiamoci un tetto alla svelta.
Lei: Guarda, lì c’è una locanda. Mi sembra che abbia 5 stelle su T.R.IMP. (Turista Romano IMPero) Advisor. Prova a chiedere.
Lui: Bussiamo.

Oste (che viene ad aprire canticchiando “Soli” di Celentano): buonasera, dica, o viandante. T’è piaciuto il vocativo?

Lei: Avreste una stanza per due per tre, quattro notti?
Oste: Non ho capito: due, tre o quattro notti?
Lui: Mia moglie voleva dire per due persone, che presto saranno tre, per tre o possibilmente quattro notti.
Oste: Non ho capito ancora, ma caro mio, come dicono i Cananei, lei arriva dopo le palle del cane. È alta stagione, purtroppo è tutto prenotato. Provi in qualche agriturismo qui vicino. Forse al Grottino hanno ancora qualcosa.
Lei: Da che parte si trova?
Oste: Dopo quella curva, sulla destra vedrete una collinetta con una cascata, un laghetto, qualche pastore con le pecore, varie botteghe artigiane, ma soprattutto parecchio muschio. Alle pendici c’è una grotta. Chiedete là.

La coppia si incamminò seguendo le indicazioni ricevute e giunse ai piedi della collina. A quel punto la donna avvertì un dolore improvviso ma non inatteso.

Lei: Caro, ho le doglie!
Lui: Capirai, è da quando stavi a un mese che hai le voglie, cosa ti vado a cercare qui…
Lei: Le doglie! D come Damasco! Sto partorendo!
Lui: O Jahvè! Chiediamo subito soccorso!

Il papà in fieri si guardò attorno per cercare il proprietario della struttura. Arrivò un pastore.

Pastore: Buonasera, sono Salvo Presepe, gestore dell’albergo diffuso “Al Grottino”, serve una stanza?
Lui: Sì, mia moglie sta partorendo!
Pastore: Ah, ma Lei è fortunato! Ci è rimasta libera proprio una stanza nursery con tutto l’occorrente: mangiatoia, freddo, gelo, bue e asinello, minibar, tv sat. Se vuole anche l’angelo c’è il supplemento. Lo chiamo? Angelo! Preparati che…
Lui: No, grazie, senza Angelo. Ci accompagni in stanza, per favore.

Parcheggiarono il cammello indicando l’ora di sosta con lo stercorario e entrarono nell’alloggio. Dopo pochi minuti venne alla luce (poca, per la verità) un maschietto.

Lui: È bellissimo, amore mio. Come lo chiamiamo?
Lei: Erano rimasti due nomi in lizza, ricordi? Quello con la M e quello con la G.
Lui: Tesoro mio, ci ho pensato ma eviterei il primo. “Maverick”. Non mi sembra il caso.
Lei. E allora sia il secondo. Va bene anche a me.

I neo genitori rivolsero i loro occhi stanchi ma felici alla piccola creatura che riposava nel giaciglio di paglia e lo accolsero in coro: – Benvenuto, G…-

In quel momento si sentì bussare. Il neo papà chiese chi fosse.

Pastore: Sono Salvo!
Lui: Mi fa piacere che sia salvo. Ma perché ha bussato?
Pastore: Volevo sapere se va tutto bene. Avete bisogno di qualcosa? Che so, un cuscino, altra paglia per la mangiatoia, un angelo…Vi mando Angelo?
Lui: No, grazie, tutto a posto.
Pastore: Allora buonanotte, Signor Iscariota.

Musica consigliata: Una vita da Re Magio 

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